Articles tagués Concordia
Un commentaire intéressant à la 5ème interview
Publié par Monique-Mauve dans Commandant SCHETTINO, Journal de bord le 18 novembre 2012
TRADUCTION DE MEZIGUE
|
Presto tutti dovranno chiedere scusa |
Bientôt ils devront tous faire des excuses |
| Dubito che saranno in molti a fargli le scuse, e non perché in parte non le meriti, ma perché fin dall’inizio di questa brutta faccenda buona parte dell’opinione pubblica è stata dirottata contro di lui da una mente molto abile.
La mente abile è quella di Costa crociere ed anche quella di quel finto eroe De Falco, il quale è stato in realtà più stupido o più vile, a seconda di come la si vuole vedere; il resto è stato condito da giornalisti consapevoli del fatto che in giro è pieno di stupidi che quando c’è da deridere e insultare riempiono le piazze, senza pensare che un giorno potrebbe toccare a loro: oggi come allora, quando la folla sputava in piazza contro i condannati a morte. Partiamo dall’erore De Falco, che è laureato in legge e da quel che so non ha mai comandato una nave, però ordina ad uno che non vede, in una situazione che non conosce, di salire su una nave rovesciata, al buio. E poi consegna una registrazione (che dovrebbe andare dritta ai magistrati e non alle radio) per distogliere l’attenzione sul fatto che le Capitanerie di porto vengono costrette a tacere su certe pratiche marittime, proprio dal potere politico degli armatori, i quali se tutto va bene promettono posti di lavoro e posizioni allettanti agli ex delle Capitanerie, ma se va male… E siccome è andata male, prima che qualcuno gli chiedesse spiegazioni il buon De Falco ha esposto al pubblico il suo « coraggio » nel fare scaricabarile ed inveire su un uomo che in quel momento non poteva difendersi. Se fosse stato un eroe, avrebbe dovuto denunciare prima ciò che succedeva da anni in quel tratto di mare (e i pescatori lo sanno) rischiando del suo… E invece che ha fatto? Quanto alla Costa crociere, i conti si fanno presto: per offrire crociere a prezzacci risparmia sulla manutenzione, imbarca personale straniero pagato poco più di 500 $ al mese (da alcuni documenti processuali risulta che Schettino in un rapporto di un anno fa o poco più, avesse giudicato ACCETTABILE MA IN PEGGIORAMENTO la qualità del personale di bordo), perché per quella cifra un italiano non starebbe mai dei mesi in mare. Poi, con meno intelligenza, sul ponte di comando mette un timoniere indonesiano che non intende l’italiano e capisce male l’inglese, ma, ancora peggio, che in una situazione di emergenza inverte la direzione di virata accentuando la deriva della poppa della nave e causando l’urto. A proposito dell’urto, vanno fatti i complimenti ai giornalisti che hanno deriso il Comandante dicendo che non poteva ignorare l’esistenza delle Scole: ebbene, lo scoglio o basso fondale che ha cercato di evitare non era ovviamente la Punta delle Scole… Ma è troppo difficle capirlo… Se non ci fosse stata la virata in emergenza per evitare lo spuntone di roccia e la manovra sbagliata del timoniere, quello neanche l’avrebbero toccato. Certo, il Comandante è colpevole per essersi avvicinato a velocità sostenuta, per aver creduto a ciò che il suo ex comandante Palombo gli aveva detto e per essersi piegato alle pressioni della Costa crociere. Ma ciò che è successo dopo, con un equipaggio preparato e soprattutto una nave decente, non avrebbe tolto la vita a quei 32 sfortunati che, se questo processo non tira fuori la verità, saranno morti inutilmente. Si accusa il Comandante di non aver subito messo a mare le scialuppe, ma siamo sicuri che potesse farlo? La nave si è subito inclinata, quindi per precauzione bisognava prima stabilizzarla, cosa che si poteva fare usando le casse zavorra; ma le pompe non hanno funzionato. Non funzionavano neanche le pompe di evacuazione dell’acqua, che avrebbero fatto guadagnare tempo prezioso. A quel punto come si faceva a calare le scialuppe, senza sapere -visto anche che il computer necessario a fare la simulazione dell’allagamento e a calcolare il tempo di galleggiamento e soprattutto l’assetto che la nave avrebbe mantenuto- come si sarebbe inclinata la nave? Chi ha parlato a vanvera in questi mesi se la sarebbe sentita di dare un ordine del genere? In una nave grande come quella, non è come andare su un gommone: senza computer è impossibile fare calcoli. E tutto, pompe e sistemi di emergenza compresi è andato in avaria perché i generatori elettrici principali si sono allagati per la falla e quello ausiliario, che pure stava 6 piani sopra l’acqua, non poteva alimentare nulla perché il quadro elettrico cui doveva collegarsi era sotto il livello dell’acqua. Forse quella nave qualche problema l’aveva davvero….e forse chiamare l’armatore (la Costa) serviva proprio ad avere consigli tecnici da chi la nave la conosceva tecnicamente… Non a caso quella sera nell’unità di crisi della Costa c’erano due ingegneri del RINA…forse perché sapevano di aver omologato una nave che non andava benissimo… Queste ed altre cose devono uscire al processo, altrimenti continueremo a correre rischi liquidando l’incidente come la conseguenza dell’inettitudine di un uomo, che forse tanto incapace non doveva essere, visto che per 6 anni ha portato in giro per il mondo le navi Costa. Forse dietro il suo comportamento c’è qualcosa di più…che spiega come mai pochi anni fa sia uscito dal porto di Palermo e da quello di Marsiglia con il vento fortissimo…magari non per spacconeria ma perché gli era imposto di rispettare le tabelle di marcia… Perché non poteva far saltare una tappa di una crociera… Ma la faccenda è lunga… |
Je me doute qu’ils vont être nombreux à lui faire des excuses, et non pas parce que en partie il ne le mérite pas, mais parce que depuis le début de cette vilaine affaire une bonne partie de l’opinion publique a été orientée vers lui par un esprit très malin. Les esprits malins sont celui de Costa Croisières et aussi celui du faux héros De Falco, lequel a été en fait le plus bête ou le plus méchant, au choix ; la suite a été menée par des journalistes chevronnés conscients du fait qu’il entre en scène tout un troupeau d’imbéciles qui arrivent dès qu’il s’agit de se moquer et d’insulter sans penser qu’un jour ça peut très bien leur tomber dessus à leur tour, aujourd’hui comme jadis quand la foule crachait dans les rues sur les condamnés à mort. Commençons par le héros De Falco, qui est un diplômé en droit et duquel je sais qu’il n’a jamais commandé un navire, qui ordonne pourtant à quelqu’un qu’il ne voit pas, dans une situation qu’il ne connait pas, de monter sur un bateau couché dans l’obscurité la plus complète. Et qui met ensuite en circulation un enregistrement (qui aurait du aller directement aux magistrats et non pas aux medias) pour détourner l’attention du fait que la Capitainerie du port est obligée de garder le silence sur certaines pratiques maritimes fortement conseillées par les armateurs qui ont choisi de les adopter, lesquels, , promettent des emplois et des postes alléchants aux anciens de la Capitainerie si tout se passe bien, mais si ça se passe mal … En ce qui concerne Costa Croisières, les comptes sont vite faits : pour offrir des croisières à prix réduits, on économise sur la maintenance, on embauche du personnel étranger payé un peu plus de 500 $ par mois (d’après les documents du procès on constate que Schettino dans un rapport d’il y a un an ou un peu plus, avait jugé la qualité de l’équipage ACCEPTABLE MAIS QUI ALLAIT EN SE DETERIORANT) parce que pour cette paye-là un italien resterait jamais des mois entiers en mer. Puis (comme c’est intelligent !) ils affectent à la passerelle un timonier indonésien qui ne connait pas l’italien et comprend mal l’anglais, et pire encore, qui inverse le sens de rotation dans une situation d’urgence, ce qui accentue la dérive de la poupe du navire et provoque le choc. À propos du choc, il convient de féliciter les journalistes qui ont ironisé sur le Commandant en disant qu’il ne pouvait pas ignorer l’existence du Scole : eh bien, le rocher ou bas-fond qu’il a cherché à éviter n’était évidemment pas la Pointe du Scole … Mais ça, c’est trop difficile à comprendre … S’il n’y avait pas eu la rotation en urgence pour éviter l’éperon rocheux et la manœuvre ratée du timonier, l’éperon rocheux, ils l’auraient quand même heurté. Bien sûr, le Commandant est coupable de s’être approché à grande vitesse, d’avoir cru ce que son ancien Commandant, PALOMBO, lui avait dit et d’avoir cédé à la pression de Costa Croisières. Mais ce qui s’est passé ensuite, avec un équipage préparé et surtout un navire décent, n’aurait pas couté la vie de ces 32 infortunés qui, si ce procès ne fait pas ressortir la vérité, seront morts pour rien. On accuse le commandant de n’avoir pas immédiatement mis les chaloupes de sauvetage à la mer, mais sommes-nous surs qu’il pouvait le faire? Le navire a de suite commencé à s’incliner de sorte que par précaution il fallait d’abord le stabiliser, ce qui aurait pu être fait en utilisant les réservoirs de ballast – mais les pompes de ballast n’ont pas fonctionné. N’ont pas fonctionné non plus les pompes d’évacuation de l’eau, qui auraient fait gagner un temps précieux. À ce moment-là, comment faisait-il pour descendre les chaloupes, sans savoir – attendu aussi que l’ordinateur nécessaire à la simulation d’inondations et le calcul du temps de flottaison et surtout la position que le navire allait garder – sans savoir comment le navire allait s’incliner ? Ceux qui ont raconté toutes ces bêtises pendant ces derniers mois aurait-ils été capables de donner un tel ordre ? Sur un bateau grand comme celui-là, ce n’est pas pareil que sur un bateau ordinaire : il est impossible faire les calcul sans ordinateur. Et tout, y compris les pompes et les systèmes d’urgence, est tombé en panne parce que les générateurs d’électricité principaux ont été inondés pendant que se faisait la fente sur la coque et le générateur auxiliaire, qui était pourtant 6 étages au-dessus de l’eau, ne pouvait rien alimenter parce que le panneau électrique auquel il était connecté était, lui, en dessous du niveau de l’eau. Peut-être ce navire avait-il vraiment un problème …. et peut-être que l’appel à l’armateur (Costa) a été fait en réalité pour avoir des conseils techniques de la part de ceux qui le connaissaient techniquement … Ce n’est pas un hasard si ce soir-là dans le comité de crise il y avait deux ingénieurs français du RINA … peut-être était-ce parce qu’ils savaient avoir homologué un navire qui ne fonctionnait pas très bien … Ces choses-là et d’autres encore doivent ressortir au cours du procès, aitrement nous continuerons à courir des risques en concliant que l’accident est la conséquence de l’incapacité d’un homme, qui peut-être n’était pas si incompétent que ça, attendu que pendant six ans il a conduit les navires de chez COSTA un peu partout dans le monde. Peut-être que derrière son comportement il y a quelque chose d’autre … qui expliquerait pourquoi, il y a quelques années, il est sorti du port de Palerme et de celui de Marseille par vent très fort … peut-être pas par bravade, mais parce qu’il était tenu de se conformer aux feuilles de route … Parce qu’il ne pouvait pas faire sauter une étape d’une croisière … Mais ceci est une longue histoire … |
Que vous le vouliez ou non, la Costa Concordia est un magnifique objet technique
Publié par Monique-Mauve dans Commandant SCHETTINO, Journal de bord le 16 octobre 2012
et elle a des dimensions qui ne sont pas à l’échelle humaine.

La voici, avec tous ses ponts, ceux qui sont accessibles aux passagers portent le nom des pays dont ils viennent. Vous voyez la hauteur d’un pont et celle du bateau ?
En dessous de la ligne de flottaison, ceux qui ne sont pas aménagés pour leur plaisir et leurs distractions de croisière mais sont indispensables pour que la croisière ait lieu : les œuvres vives du bateau, son cœur, ses bras et ses jambes, les lieux de travail et les lieux de repos de ceux qui ont la main dans le cambouis.
Le cerveau de la Concordia est situé sur le pont 8, en hauteur, il est fusionné avec celui de Francesco SCHETTINO, qu’il soit physiquement présent ou pas, accaparé de fait par les innombrables tâches d’animation requises pour un bon déroulement de la croisière, dont la présence personnelle est exigée par ceux qui ont payé.
Dans la partie émergée d’ailleurs, il n’y a pas que des chambres et des restaurants. Il y a un théâtre dont la machinerie est digne de l’Opéra Garnier, un simulateur de conduite bien plus perfectionné que celui qui sert à apprendre à conduire pour le permis (vous êtes au volant d’une Formule 1) un jacusi plein d’électronique aussi et je ne parle pas des piscines !
Eh bien dans la partie fonctionnement proprement dit du navire, il y a aussi de l’électronique, de l’informatique, de la technique.
Alors, arriver à suivre demande de petits efforts
dont le premier aurait été de se rendre sur place, dans le théâtre de GROSSETO, spécialement aménagé pour que les auditeurs aient une vision parfaite des documents de travail des experts pour ceux qui en avaient la possibilité
d’écouter ce que vont dire ceux qui savent, en théorie et en pratique
et ensuite de poser des questions pertinentes pour pouvoir comprendre ce qui s’est passé et pouvoir faire des suggestions valables pour faire en sorte que « ça ne soit pas arrivé » dans un futur le plus long possible.
« Les expertises les plus techniques ne pourront rentrer dans la tête d’un homme. «
C’est sûr que si on n’essaie même pas …
… seulement alors, on la ferme.
Et là, c’est le professeur de Sciences Physiques qui parle.
Madame le Juge, Monsieur le Procureur, la Cour et tous les avocats ont besoin de l’avis de nombreux experts, chacun dans sa partie, dont le Commandant SCHETTINO lui-même, qui fait la moitié du chemin, pour arriver à connaître la vérité sur ce qui s’est passé la nuit du 13 janvier 2012,
Il n’y a vraiment aucune honte, pour un souriceau terrien, à devoir très certainement revoir sa copie et repartir de zéro dans une semaine sur de nouvelles bases pour faire, lui aussi, sa moitié de chemin vers cette vérité complexe du monde implacable et merveilleux de la Mer.
Il y avait le Commandant K1 sur la passerelle
Publié par Monique-Mauve dans Commandant SCHETTINO, Journal de bord le 12 octobre 2012
mais qui a dit quoi exactement ? le souriceau n’entends pas suffisamment bien pour avancer quoi que ce soit sur ce point précis.

Arrêt du pilote automatique, on conduit nous-mêmes
A priori, ce doit être le Commandant K2 AMBROSIO qui a prononcé cette phrase.

On se maintient à une distance de la côte de 0,5 milles nautiques minimum.

Là, la speakerine dit que le Commandant prend la main.
Ce bateau n’a jamais été la Concordia que vous verrez un peu plus loin et qui est représentée par un symbole différent.
Vous voyez au-dessus le promontoire de l’Argentario, et sur le bord inférieur de la vidéo, l’île de Giannutri. Il faut avoir dépassé les deux pour ensuite tourner vers la gauche en direction de l’ile du Giglio. Le câble souterrain (l’ondulation violette) est à peu de choses près la route directe Civitavecchia-Savone dans cette portion-là du trajet.

JE PRENDS LA MAIN !
Le Commandant (à priori) vient de se rendre compte qu’il va droit vers des écueils.
Soit dit entre parenthèses, ça se passait de nuit et la photo ci-dessus vient des pages de soutien de Facebook. Le Commandant SCHETTINO n’avait pas ses lunettes de repos (qui ont tant fait parler d’elles à une certaine époque) mais ses jumelles à infra-rouge, comme les sentinelles de nos jours. Il tenait le poste de vigie et surveillait l’horizon, comme le marin de service dans le nid de pie des bateaux de la marine à voile de nos souvenirs.

Cette vue-là est placée au bon moment, vous constatez que la Concordia est représentée différemment que le bateau de tout à l’heure.
L’accident lui-même, les chocs vont avoir lieu.

Fermer les portes étanches de la poupe !
(on vient de cogner au niveau de la poupe).

FERMER LES PORTES ÉTANCHES DE POUPE !

Là, le Commandant ne dit rien, mais grâce aux travaux des spécialistes qui ont éclairci la vidéo enregistrée, on le reconnait bien.

Black-out !
Plus d’électricité.

MAIS OÙ AVONS-NOUS TOUCHÉ ?
Toujours dans la nuit, la passerelle est éclairée par les feux rouges que nous avons déjà vus et qui sont branchés sur, je dirai « le groupe électrogène », le ou les générateur(s) de secours.
Et c’est maintenant qu’on vous montre les jumelles, dans leur usage de jour d’ailleurs (juste une fonction à activer la nuit si mes souvenirs sont bons). L’engin est assez cher.

Un rocher ! c’était un rocher à fleur d’eau !
Et on revient alors à l’un des nombreux bidouillages qui ont circulé au sujet de cette affaire :
il me semblait que l’accident avait eu lieu le 13/01/12 ?

On voit le Commandant K1 qui regarde directement devant, il n’y a plus rien à voir de toute façon, les écueils tant bien que mal ont presque été évités de justesse. Par contre, il faut communiquer avec tous les intervenants extérieurs, ceux qui donnent les ordres (seul maître après Dieu ? foutaise !) et ceux qui vont coopérer entre eux et avec lui pour que les secours soient le plus rapidement possible sur les lieux.
Alors
1°/ je pense au Joola qui a attendu les secours toute une nuit dans une position autrement plus critique que la Concordia
2°/ il a fait ça comme vous et moi, avec le téléphone portable qu’il a déjà en main sur la photo.

IL Y A 2 COMPARTIMENTS NOYÉS.

Non, nous ne coulons pas,… nous ne coulons pas.
2 compartiments, c’est bon, le bateau est son propre canot de sauvetage, géant comme lui.
Photo-souvenir encore d’une séance de photos avec les passagers, devant l’écran bleu à cela consacré et pendant laquelle, quelques années auparavant, IL N’AVAIT PAS PU MATÉRIELLEMENT ÊTRE SUR LA PASSERELLE EN MÊME TEMPS.
Comme tout à l’heure quand il avait quittée pour venir accueillir en personne les passagers montés à Civitavecchia.
Et manger un morceau avant le passage délicat.

Je vais faire jeter l’ancre, mais pas tout de suite, il faut encore attendre un petit moment.

On arrive là, ensuite il faudra appeler pour un remorqueur et c’est bon.
Heu … il fait toujours nuit, n’est-ce pas.

Oui, je le sais.

Hé, je le sais, je le sais que c’est de ma faute.
Quoi exactement, moi je ne le sais toujours pas.

Vous allez voir mettre à l’eau ce canot de sauvetage alors que la grue au-dessus est pas mal inclinée par rapport à l’horizontale, et elle est parallèle au plancher !

Nous déclarons l’abandon ?

Attends un peu, je voudrais savoir quelque chose.
Il y a une interruption dans l’enregistrement, le Commandant a posé des questions techniques pour savoir si le bateau allait rester stable dans sa position inclinée ou chavirer.

MAINTENANT. Vous jetez l’ancre s’il vous plait.

Allez, on évacue à droite
(du côté du Giglio, celui qui est enfoncé dans l’eau).

Alors, on le donne, cet abandon du navire ?

?

On donne l’abandon du navire, allez, fais là, l’annonce.

Abandon du navire !
Vous remarquez toujours le Commandant SCHETTINO, éclairé par les lumières résiduelles bleues.

Ici, vous le verrez mieux, entre deux sous-titres.

Non, à la place de « Abandon du navire », tu dis plutôt « Nous allons amener les passagers à terre ».

À TERRE !
Vous pouvez visionner la vidéo sur le site où elle a été publiée:
http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&media=26490
Elle est présentée comme un enregistrement complet du contenu de la boite noire et c’est matériellement impossible, ça n’a pas duré que 1 minute et 40 secondes.
C’est un montage centré sur le Commandant SCHETTINO, le Commandant qui commande la Costa Concordia, mais vous apercevez avec lui quelques-uns de la dizaine d’Officiers qui sont restés présents à ses côtés jusqu’au bout de ce qui devait être fait depuis la passerelle.
Je rappelle que les Officiers qu’on ne voit pas étaient mobilisés aussi.
Je rappelle enfin que l’équipage, ceux qu’on n’a « pas vus », les marins (évidement, si on s’attendait à des personnes avec un béret blanc et un pompon rouge à toucher pour la chance, c’était raté), les marins donc, ce sont le personnel navigant, les serveurs, le personnel hôtelier et d’animation, tous ceux qui avaient un gilet de sauvetage jaune et qui sont présents sur toutes les vidéos d’amateurs que les passagers ont tournées dans l’urgence et la peur.
Le Commandant SCHETTINO sera présent (ainsi que le Commandant AMBROSIO et les personnes inculpées de la société COSTA) et pourra expliquer par la voix de son avocat certains points qui échappent aux souriceaux terriens dans mon genre.
C’est la première fois au monde que ce sera possible et en cela, les survivants de la Concordia ont beaucoup de chance.
Ils vont savoir pourquoi la Concordia était trop près de la côte malgré les instructions de son K1, reprises ici par son K2 de quart.
Comme les deux épaves jadis découvertes par des plongeurs sur lesquelles elle est venue se coucher à jamais. Comme toutes celles qui dorment par le fonds de l’ile du Giglio, la plus belle de l’archipel Toscan.
N’est-ce pas là qu’Ulysse avait perdu jadis 11 de ses 12 vaisseaux juste avant de rencontrer la Magicienne Circé sur l’ile d’Aéa ?
Je vais vous dire un secret, c’est vraiment arrivé :
Publié par Monique-Mauve dans Commandant SCHETTINO, Journal de bord le 23 septembre 2012
en 2008, un bateau géant s’est complètement retourné.
Journalistes, passagers, lecteurs, téléspectateurs, nous avons tous la mémoire sélective.
Et courte : 4 ans, ce n’est pas si vieux.
Le voilà, un peu dans la même position que notre Costa Concordia par rapport à la côte, c’est-à-dire pas très loin. Seulement lui, aucun rebord rocheux du fond ne l’a empêché de se retourner complètement.

Alors voilà comment il était juste après que le typhon qui l’a pris juste dans son œil se soit calmé :

Voilà ce que les sauveteurs, Garde Côtière comprise, ont trouvé quand ils ont pu s’approcher, à partir d’un jour plus tard seulement :

Vous pouvez constater par rapport à eux la taille du mastodonte complètement retourné et immergé.
Lui, le voilà, je manque à tous mes devoirs, je ne vous l’avais pas présenté :

Pour lui, pour pratiquement tous ceux qui étaient à bord, tout a été fini en 1 petite heure.
Petite si on veut. Ils ont tout vécu : le retournement après avoir été secoués comme des pruniers par les vagues, l’asphyxie, la noyade, l’empoisonnement par des gaz toxiques qui se sont dégagés. Tout a dû être d’autant plus long du fait qu’il y avait moins de baies vitrées, l’horreur, la complète, la totale a duré d’autant plus longtemps. Presque tous ceux qui sont arrivés à sortir avant ont été jetés à l’eau, roulés, brisés, noyés par les éléments déchainés sous la pluie torrentielle dans un vacarme déjà d’enfer.
Il s’appelait le MV Princess of the Stars et c’était un ferry. Il avait 862 personnes à son bord, personnel navigant (111) et passagers (751) confondus, m’en voudrez-vous vraiment beaucoup si je les mets tous sur le même plan à l’heure de leur mort ?
Son Commandant qui commande était le Capitaine Florencio MARIMON, il n’est pas revenu. Pour raconter ensuite, il n’est resté que 34 rescapés, tous des passagers. On n’a pas pu et de loin rendre tous les corps aux familles. On en retrouve encore (âmes sensibles, abstenez- vous – c’est pour la photo que je vous donne le lien) http://www.gmanetwork.com/news/story/262755/news/regions/4-years-after-princess-of-the-stars-tragedy-more-possible-remains-found
Et voilà le plus dur, découvrir ce schéma que je n’ai pas le cœur de rendre plus net m’a personnellement coupé la respiration :

Voilà la situation de la Concordia encore actuellement :

En gris le fond qui retient la Concordia de glisser.
Une suite de petits laxismes de toutes parts a fini par déborder, il a fini par y en avoir un de trop, la goutte d’eau salée qui a fait déborder la Méditerranée et le bon sens général à ce qu’on dirait. Elle nous a sorti de notre petit confort moral de début du XXIème siècle. Crise ou pas crise, erreurs ou pas erreurs et de toute façon, je ne suis pas qualifiée pour réaliser seulement ce genre de choses,
je constate que,
encadrée par le Commandant SCHETTINO qui a su rester lucide dans une situation extrêmement préoccupante comme nous le révèlent chaque jour davantage les fuites autorisées par les magistrats italiens à la presse de leur pays, l’équipe d’Officiers et l’équipage de la Costa Concordia a réussi à éviter le même sort aux quelque 3000 passagers survivants du 13 janvier 2012
et je sais,
nous savons tous, qu’ils le savent car le rapport d’expertise complet est communiqué aux parties prenantes, comme tous les autres documents d’ailleurs après traduction dans les quatre principales langues européennes dont le français par ordre des magistrats chargés de l’affaire là bas, à GROSSETO.
Alors ne pas lui dire déjà un gros « Merci », un vrai, du fond du cœur pour ce qu’il a déjà fait. Un gros « Pardon », on a eu tellement peur qu’on ne s’est pas rendu compte que vous étiez là, en train de vous battre pour nous, on ne s’est pas rendu compte que la suite allait se dérouler comme elle s’est déroulée en répondant à chaud aux micros tendus.
Ce ne serait pas tout à fait honnête, ce n’est pas ce que nos parents, nos professeurs nous ont appris pour que nous vivions dignement notre vraie vie.
Et ne pas profiter du fait que le Commandant SCHETTINO est vivant et bien vivant, a eu « les sensations » in vivo, in live, qu’il a les connaissances nécessaires et suffisantes bien dans sa tête pour élaborer une remédiation
pour lui demander de participer le tout premier
aux travaux sur l’amélioration de la sécurité des bateaux de croisière
qui ont déjà commencé,
ce serait surréaliste.
Chapeau, mon Commandant !
Publié par Monique-Mauve dans Commandant SCHETTINO, Journal de bord le 10 septembre 2012
c’est virtuel, c’est donné d’instinct du haut de mon ignorance, mais c’est sincère
la vidéo montre, réduits en 5 min 23 l’activité des secours arrivés sur le site de l’échouement
Une fois la Concordia échouée, les deux balises fonctionnent à Giglio-Porte. Pour les voir, il faut regarder avec la loupe éventuellement, ou en plein écran, mais là elles fonctionnent – à leur façon à elles – toutes les deux.
Alors la manœuvre finale dans le noir complet, avec ces lumignons pour tout repère – si ! il n’y a pas de phare dans le secteur – faut avoir de bons yeux,
en bas, la lumière du phare du Capel Rosso
avoir échoué confortablement la Concordia – si, compte tenu du fait que le rocher est solide et la Concordia aussi – elle s’est calée d’accord, mais elle n’a pas glissé vers la fosse voisine, elle ne s’est pas retournée comme c’était à craindre si elle avait pas fait demi-tour (elle aurait été calée vers le bas de droite à gauche, poussée par son poids vers la fosse voisine, celle qui faisait si peur quand les journaux ont parlé de pollution des fonds marins protégés par le fuel, vous vous souvenez ?)
Et quand je dis le noir complet, il était complet de chez complet : sur les écrans aussi,
- plus de carte,
- plus de localisation « je suis où exactement ? »
- plus d’indication sur les vents et courants,
- plus de calculatrice intégrée-qui-calcule-automatiquement-d’un-clic-les -corrections-parce-que-les-cartes-sont-plates-et-que-la-terre-est-ronde.
Avec un bateau géant, il fallait sentir ça par les réactions du mastodonte.
Alors, les avoir ramenés tous vivants au rivage dans ces conditions, chapeau !
Le coup de chapeau d’un souriceau, ça peut valoir quoi ?
sais pas, mais je le lui donne quand même :
« Chapeau, mon Commandant ! »


